Addio ad Adonella Marena

Addio ad Adonella Marena

arci ovest 28-11-2022

Sabato 26/11 è scomparsa Adonella Marena, il cinema e la cultura piemontese perdono una amica e film-maker indipendente di grande valore.

ARCI Valle Susa-Pinerolo si unisce al dolore della sua famiglia e di tutti quelli che hanno avuto il piacere di lavorare e collaborare con Adonella.

Il funerale si terrà martedì 29/11 alle 15 a Collegno in via Bendini 11 presso la sala del Centro Cinematografico Culturale L'Incontro.

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Dopo l’esperienza dell’insegnamento, fa parte (’83-’86) del “Gruppo Comunicazione Visiva”, atto a divulgare il cinema delle donne inedito in Italia. Da questa esperienza nasce in seguito il festival delle donne di Torino.
Realizza il suo primo cortometraggio nel ’90, Il Megalite, tratto da un racconto di E. M. Forster, che viene selezionato al festival Cinema Giovani di Torino. Si dedica prevalentemente al documentario sociale scegliendo come soggetti privilegiati le donne ed i migranti come in Donne & Nica (1989), Bambine di Palestina (1990), La terza via possibile (1991), Il colore delle differenze (1992), Now Ledi (1994), Righibé a Torino (1996).

Nel 1994 vince il primo premio del Concorso Spazio Torino al Festival Cinema Giovani con Okoi e semi di zucca. Nel 1996 vince al Torinofilmfestival il I° premio Spazio Italia, oltre alla menzione speciale del premio Cipputi (miglior film sul mondo del lavoro) e Comm. Pari Opportunità (Migliore regia femminile), con il film Facevo le nugatine. Nel ’98 dirige La combattente.

L’attenzione ai temi di ecologia e animalismo la portano a realizzare Il cascinotto (1997), La fabbrica degli animali (1999), Anime di città (2000, II premio al Valsusafilmfest), Mobilitebio: quando la terra è in vendita (2000), Tute bianche, un esercito di sognatori (2002, ZDF/Arte, premio documentati Valsusafilmfest), M’agradavo vioure ilamoun [mi piaceva vivere lassù] (2003). Partecipa al film collettivo con altri dieci registi torinesi, Senza FIATo? (2002), e racconta la storia del movimento No Tav in Val di Susa con NOTAV, gli indiani di Valle ( 2005 ) e per Videocommunity a, Cronache a bassa velocità (2006 ). Nel 2006 realizza per la CGIL SPI l’azione teatrale Non mi arrendo, non mi arrendo! con cui vince il premio Libero Bizzarri 2006, a cui segue Non mi arrendo, i diritti, sulle conquiste del lavoro femminile nel dopoguerra. Nel 2008, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, produce e dirige il film Il cartun d’le ribelliun (Il carretto delle ribellioni). Nel 2009, con la produzione di Legambiente Piemonte-Valle d’Aosta, realizza Libellule, un documentario naturalistico su questi straordinari insetti, e vince con esso numerosi premi in festival nazionali e internazionali. Nel 2011 realizza Lo sbarco, in co-regia con Dario Ferraro, sostenuto dal Genova Liguria Film Commission. Ha fatto parte dell’associazione Villa5, e socia dell’associazione 100 autori, è stata impegnata in progetti eco-animalisti nell’associazione “Vivi gli animali”, ha collaborato con Rai3, ZTF Arte, La7, Documentary in Europe, Videogruppo, Planete, Documè e le produzioni di Zenit, Stefilm, Donquixote.

“Costante, nei miei film è la propensione a dar voce, visibilità, dignità a storie che pur sembrando di “minoranza” o marginalità, riflettono aspetti inconsueti, stimolanti o anche scomodi della realtà. Cerco di raccontare personaggi e situazioni che possano diventare granelli di sabbia negli ingranaggi di un pensiero unico dominante, perché rivelano pensieri nuovi, o conflitti nascosti, o ottusi conformismi . Possono disturbare o smascherare. Possono far ricordare. […] Ogni film è un’esperienza speciale, spesso lunga, che mi coinvolge nel tempo con il suo carico di atmosfere, amicizie, antipatie, studio, scrittura, azioni esaltanti o grandi fatiche. Poesia o nottate al freddo. Non è facile entrare e uscire dalle storie, alla fine non le abbandono mai del tutto, mi accompagnano confondendosi con la mia vita.”
(fonte: fctp.it)

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